Macchina del pane, a cosa si deve il suo successo?

Si parla molto di pane, nel nostro Paese, e non sempre in maniera positiva. Ormai da anni i nostri connazionali ne consumano sempre di meno, convinti a farlo anche da messaggi salutistici e alimentari spesso distorti. Un calo dei consumi cui però non sembra estraneo il fatto che è sempre più complicato trovare pane fatto bene, seguendo le regole di una volta.
Ad attestare questa realtà è anche la politica, con il varo di un decreto ad hoc, rilasciato il primo giorno di ottobre e pubblicato alla fine di novembre sulla Gazzetta Ufficiale, con il quale si è cercato di dare una definizione chiara di pane fresco e conservato.
La normativa elaborata a livello parlamentare, è stata chiesta dalle organizzazioni proprio al fine di valorizzare l’artigianalità del prodotto e la materia prima made in Italy, mettendo in campo una normativa sanzionatoria e l’introduzione di un’etichettatura del pane.
Resta però il fatto che il pane di oggi non è più quello di una volta e questo fattore va a ripercuotersi non solo sui consumi, ma anche sull’indotto.

Perchè il pane non è più quello di una volta

Un tempo, il pane veniva prodotto solo con farina, acqua, lievito e sale. Oggi, invece, possiamo trovarci dentro di tutto, ad esempio grasso frazionato, agenti anti-micotici, fosfati, solfati, oltre a quel bromato di potassio, accusato senza mezzi termini di essere potenzialmente cancerogeno. Sostanze che sono utilizzate proprio al fine di farlo pesare di più e renderlo quindi più conveniente in fase di vendita.
Basti pensare che il Comando Carabinieri Antisofisticazioni e Sanità nel corso del suo lavoro ha trovato di tutto nella farina impiegata per il pane: non solo elevate concentrazioni di nitrati e di fosfati, ma anche larve, muffe e parassiti, persolfato di ammonio, cloruro di benzoino, bromato di potassio, perborato di sodio. In particolare le sostanze chimiche sono usate per rendere la farina più bianca o per aumentare la fermentazione.

La macchina del pane

Tutte le sostanze di cui abbiamo parlato sono lecite. Resta però il dato di fatto di un pane che è cambiato profondamente nel corso del tempo e che oggi, è ormai indubbio, piace sempre meno agli italiani. Tanto da spingerli ad acquistare la macchina del pane in modo da poter controllare il processo di produzione e risparmiare. Basti pensare in tal senso che un chilo di pane prodotto in questo modo costa circa un euro, contro i due necessari nei supermarket per un prodotto estremamente scadente.
Per chi intenda conoscere più nel dettaglio la macchina del pane, in modo da capire se sia il caso di acquistarla o meno, ricordiamo comunque che è possibile prendere visione dei tanti articoli presenti su guidamacchinadelpane.it alla sezione guida, che possono rendere estremamente chiaro il quadro di riferimento.